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Lavatrice, microonde e affini si rompono troppo in fretta? Ecco come tutelarsi da spese impreviste fuori garanzia. E ridurre i rifiuti

Gli elettrodomestici hanno vita sempre più breve. A dirlo non sono solo le esperienze comuni, ma anche le evidenze certificate: secondo uno studio del 2013 dell’università tedesca di Aalen, tradotto in Italia da Altroconsumo, dal 1998 la vita media di molti elettrodomestici si è praticamente dimezzata, passando da 12 a sei anni (e solo tre anni per i prodotti più economici). I moderni televisori ultrapiatti, poi, contengono componenti elettriche ed elettroniche spesso non in grado di sopravvivere oltre il periodo di garanzia di due anni, così come le ruote dentate di spazzolini elettrici, mixer e frullatori, particolarmente fragili.

A volte, la scarsa durata dei dispositivi ha un motivo preciso: si tratta della cosiddetta obsolescenza programmata, ossia l’insieme di tecniche che alcune aziende metterebbero in atto per ridurre deliberatamente la durata di un prodotto al fine di aumentarne il tasso di sostituzione. Governi e istituzioni si stanno muovendo per arginare e sanzionare questo fenomeno: ad agosto 2017, la Francia ha approvato una legge che rende illegale l’obsolescenza programmata, diventando così il terzo Paese europeo, dopo Finlandia e Paesi Bassi, con una normativa relativa all’argomento. Anche l’UE ha inserito questa battaglia tra gli obiettivi dei prossimi anni, sia per tutelare i consumatori sia per contrastare l’aumento esponenziale dei rifiuti RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche): solo nel 2016, in Italia, ne sono state prodotte 283 mila tonnellate (dato Centro di coordinamento RAEE, Rapporto annuale 2016).

In attesa che anche il nostro Paese si adegui, è bene ricordare che la garanzia legale di conformità prevista dal Codice del Consumo, che consente la riparazione o la sostituzione gratuita del bene difettoso, ha validità di due anni dall’acquisto e deve essere fatta valere dal consumatore entro due mesi dalla scoperta del difetto: occorre quindi conservare sempre il libretto dell’elettrodomestico in cui è riportato il numero identificativo del modello e la prova di acquisto (ricevuta fiscale o scontrino), avendo cura di fare subito una fotocopia perché le carte termiche degli scontrini possono scolorirsi con il tempo.

E trascorsi i due anni? La possibilità di scongiurare costose spese impreviste di riparazione o di nuovo acquisto esiste. Dalla fine della garanzia, fino a sei anni dall’acquisto, Allianz1 Emergenze in casa consente di avere anche assistenza specializzata 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno su riparazioni d’emergenza di elettrodomestici “bianchi”, come frigorifero o lavatrice. Con l’estensione Assistenza Casa Plus della polizza CasaTua di Allianz, inoltre, è possibile richiedere l’intervento di un tecnico specializzato in caso di guasti a tutti i cosiddetti elettrodomestici bianchi (frigorifero, congelatore, lavastoviglie, lavatrice, forno, forno a microonde, piano cottura, cappa), fino a sei anni dall’acquisto e senza bisogno di esibire lo scontrino. In questo caso, è necessario consegnare al tecnico, inviato sul posto a valutare, un documento scritto in cui siano riportati la data di acquisto dell’elettrodomestico difettoso e il modello di riferimento. Per richiedere una prestazione, poi, basta accedere con lo smartphone alla app gratuita AllianzNOW per contattare la centrale operativa Allianz, attiva 24 ore su 24, e ottenere la riparazione necessaria senza alcuna spesa: sono inclusi il costo dell’uscita, i pezzi di ricambio e la manodopera fino a un tetto di mille euro o del valore dell’elettrodomestico allo stato d’uso attuale.

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