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Con l’aiuto di personale qualificato è più facile assistere a domicilio chi ha perso la propria autonomia. Ecco le persone chiave da coinvolgere in base alle diverse necessità

Accettare i cambiamenti del proprio stato di salute o di quello dei propri cari è sempre un passaggio delicato. La riduzione delle capacità di autonomia segna l’inizio di un nuovo percorso e comporta anzitutto una presa di coscienza: bisogna capire che è più facile affrontare con l’aiuto di qualcuno ciò che non si è più in grado di fare da soli. Ma quali forme e modalità può assumere l’aiuto, e come ci si deve muovere? La cosa più semplice da fare è rivolgersi al medico di famiglia, che può comporre il quadro della situazione e un progetto di cure personalizzato con il supporto di figure specifiche. Infermiere, fisioterapista, operatore socio-sanitario (OSS), assistente familiare e badante convivente sono cinque figure diverse, ciascuna con competenze specifiche a seconda delle necessità per assistere a domicilio una persona non autosufficiente. Tenendo presente che infermieri e fisioterapisti appartengono alla categoria dei professionisti sanitari, con mansioni a loro riservate per legge, mentre operatori socio-sanitari, assistenti familiari e badanti conviventi operano in loro supporto completando l’assistenza. Per far fronte al meglio a una situazione di non autosufficienza si possono, poi, scegliere soluzioni dedicate a sostenere i costi dell’assistenza domiciliare.

Infermiere
Chi è:
 un professionista sanitario che si occupa della tutela della salute. Ha un diploma universitario che gli consente di operare nella professione ed è iscritto all’Ordine delle professioni infermieristiche.
Cosa fa: svolge servizi infermieristici esupervisiona servizi assistenziali e socio-sanitari. I servizi infermieristici possono essere organizzati “ad accesso”, quando l’operatore è chiamato a svolgere un’unica mansione, oppure concordati a forfait, nel caso di assistenze prolungate e continuative. I servizi riservati all’infermiere sono di norma supervisionati da un medico che fornisce le indicazioni riguardo a trattamenti, farmaci e posologie. Pertanto, l’operatore visionerà la prescrizione prima di iniziare il servizio per identificare la giusta procedura da seguire, pur mantenendo la sua autonomia nella pianificazione dell’assistenza. 
Quanto costa: secondo il tariffario dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI), si va da un minimo di 9 euro per le prestazioni più semplici a un massimo di 200 euro per prestazioni complesse. 

Operatore socio sanitario (OSS)
Chi è:
 un operatore abilitato da un corso di mille ore che include teoria e tirocinio. Si occupa di cura e assistenza a persone in condizioni di disagio o non autosufficienza sul piano fisico e/o psichico, favorendone il benessere, l’autonomia e l’integrazione sociale. Nelle strutture sanitarie affianca l’infermiere, ma le sue competenze gli consentono un buon grado di autonomia.
Cosa fa: offre servizi assistenziali e socio-sanitari chepossono essere organizzati “ad accesso”, quando l’operatore è chiamato a svolgere un’unica mansione, oppure resi disponibili in maniera continuativa, con un monte ore concordato. Rientrano nei servizi assistenziali e socio-sanitari dell’OSS: alzata-messa a letto e igiene della persona; doccia-bagno assistito; aiuto ai pasti; assistenza diurna o notturna a ore; accompagnamento semplice; accompagnamento con mezzo attrezzato; stimolazione psico-fisica ad ore; piccole medicazioni. Non può svolgere attività che competono ad altre figure sanitarie come infermieri o fisioterapisti.
Quanto costa: nel settore pubblico e in parte di quello privato, il lavoro dell’OSSè disciplinato dal CCNL comparto sanità e si aggira tra i 1.500 e i 1.800 euro lordi mensili. Quando si parla di prestazioni a domicilio, in genere le tariffe orarie possono andare da un minimo di 6-8 euro a un massimo di 15 euro, a seconda del tipo di assistenza.

Assistente familiare
Chi è:
 un lavoratore che svolge attività di cura e accudimento di persone con diversi livelli di autosufficienza psico-fisica (anziani, malati, disabili) anche a sostegno dei familiari, contribuendo al mantenimento dell’autonomia e del benessere. Deve aver seguito corsi base o avanzati (da 160 o 260 ore) certificati dalle diverse Regioni, per i quali vengono rilasciati attestati. Se lavora in modo continuativo, stipula con la famiglia un Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL lavoro domestico).
Cosa fa: svolge servizi assistenziali e socio-sanitari operando nell’ambito familiare.Garantisce lo svolgimento delle attività igienico-sanitarie di base (doccia-bagno assistito, cambio pannolone, assistenza diurna-notturna), organizza e gestisce la casa dell’assistito (spesa a domicilio, sistemazione e pulizia abitazione) e aiuta le relazioni tra utente e familiari. Può svolgere attività a ore o servizio di badante convivente, ma non può in nessun caso farsi carico di attività che competono alle figure sanitarie (infermieri, fisioterapisti, ecc).
Quanto costa: le tariffe, così come stabilito dal contratto del lavoro domestico,possono variare dai 5 agli 8 euro l’ora per assistenti familiari non conviventi. In caso di convivenza si ragiona in termini di retribuzione mensile, con emolumenti che possono andare dai 972,33 ai 1.381,30 euro lordi mensili.

Badante convivente
Chi è: 
un lavoratore che non ha competenze specifiche, vive in casa del paziente e lavora con un contratto di lavoro subordinato stipulato con la famiglia (CCNL lavoro domestico).
Cosa fa: ha competenze assistenziali. Si occupa non solo dell’assistenza alla persona (alzata-messa a letto e igiene della persona; doccia-bagno assistito; aiuto ai pasti; accompagnamento per visite mediche e commissioni), ma anche della cura della casa (spesa a domicilio, sistemazione e pulizia abitazione), mansioni che molto spesso richiedono anche turni notturni. Non può in nessun caso svolgere attività che competono alle figure sanitarie (infermieri, fisioterapisti, ecc.).
Quanto costa: anche in questo caso si va dai 972,33 ai 1.381,30 euro lordi mensili. A queste tariffe si aggiungono maggiorazioni per straordinari, festivi, mancati riposi, lavoro notturno.

Fisioterapista
Chi è:
 un professionista sanitario in possesso di laurea triennale. Lavora sia in collaborazione con il medico e le altre professioni sanitarie, sia autonomamente, in rapporto con la persona assistita, valutando e trattando le disfunzioni presenti.
Cosa fa: offre servizi di fisioterapia mirati sia alla prevenzione che alla cura e riabilitazione delle disabilità motorie, psicomotorie e cognitive (come linguaggio, memoria e capacità di ragionamento) studiando un piano di attività terapeutica personalizzato e stabilendo obiettivi di recupero funzionale. Interviene sull’apparato locomotore attraverso l’esercizio terapeutico, l’applicazione di mezzi fisici e le tecniche manuali. Supporta e propone, inoltre, l’uso di protesi e ausili, addestrando il paziente al loro utilizzo.
Quanto costa: stando al tariffario dell’Associazione italiana fisioterapisti (Aifi) gli onorari possono andare da un minimo di 20 ai 30 euro all’ora a seconda della prestazione. Le terapie domiciliari possono prevedere un aumento del 20% circa.

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